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venerdì 10 dicembre 2010

Per fortuna la cenere non mi manca

Essendo un fumatore, per fortuna ho a disposizione sufficiente cenere per coprirmi il capo: un blog fermo da un anno e mezzo, nonostante varie promesse e ripromesse, è una cosa indegna. Non cercherò scuse: sono stato molto poco in India nel 2010, quindi sostanzialmente non avevo granché da raccontare, specie considerato che il mio blog si chiama "Fare l'indiano". Probabilmente, si fosse chiamato "Ho qualcosa in serbo per voi", "Zorba il Greco", "Nos Piemont" o "Il blogger sul trattore", avrei scritto più articoli, ma, visto che mi ero prefisso di parlare di India con gli occhi dell'insider, è forse stato meglio così.

Per farla breve: sono tornato in India, nel 2011 sarò molto più spesso qua (non ci vuole davvero molto) e quindi c'è il serio rischio che io scriva qualche articolo.

L'unica mia (magra) consolazione è che comunque la media dei miei articoli sull'arco di tempo supera largamente quella di Giovanni Floris su "Il Post".

Davide

lunedì 17 agosto 2009

Sono tornato

Dopo mesi di assenza, dovuti ad un misto di malattie (come dice un mio amico medico, non si esce mai indenni dal terzo mondo), lavoro e un briciolo di ferie, torno al caro "vecchio" blog, ripromettendomi una maggior costanza nell'aggiornamento.

Ciao a tutti,

Davide

venerdì 13 febbraio 2009

Avviso ai naviganti

Da lunedì 16 febbraio 2009 comincerà ufficialmente la mia collaborazione con la rivista online NULLA DIES SINE LINEA, che lascio presentare alle parole dei suoi editori:

Nulla dies sine linea è un blog multiautore e una rivista aperiodica generica e gratuita di cultura e controinformazione che riunisce i contributi di persone che, in un modo o nell’altro, non subiscono passivamente il mondo ma tentano di farsi un’opinione personale. Potete leggerci qui oppure ottenere ogni numero in formato pdf abbonandovi gratuitamente.
Nulla dies sine linea, nessun giorno senza una linea. Queste le parole che Plinio il Vecchio (Storia Nat., 35) attribuisce ad Apelle, pittore greco del IV secolo a.C., parole che si riferiscono al quotidiano impegno lavorativo dell’artista e che, oggi, valgono ancora per tutti quelli che, con l’esercizio costante della propria arte, del proprio lavoro e della propria ragione, osservano il mondo e tentano di capirlo. Almeno questo è l’impegno che vi vogliamo offrire. Buona lettura.
Come potete immaginare, mi occuperò di una rubrica sull'Asia: il primo post sarà ispirato ai recenti attacchi dei Talebani a Kabul, dopodiché l'appuntamento diventerà mensile, con particolare attenzione ai fatti di cronaca più recenti, visti dagli occhi di chi "fa l'indiano".

Come direbbero in Terra d'Albione
: stay tuned, there too!